VINCENZO COSTANTINO CINASKI

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VINCENZO COSTANTINO CINASKI

Vincenzo Costantino, chiamato anche Cinaski, nasce a Milano nel 1964. Poeta, narratore ed interprete, libera la poesia dai libri per regalarla al palco e alla voce.
La poesia scritta infatti gli va stretta: ama piuttosto raccontare in prima persona, di fronte ad un pubblico e non ad ipotetici lettori, secondo la migliore tradizione dei trovatori.
Vive a Milano dopo essere sopravvissuto alla periferia.
Dopo collaborazioni con alcune testate giornalistiche e con alcune riviste letterarie underground, nel 1994 c’è l’incontro umano e letterario con Vinicio Capossela che porterà ad una intensa collaborazione. Con Capossela, nel 2009, Cinaski scrive a quattro mani il volume “In clandestinità”.
Nel 2010 pubblica per Marcos y Marcos la sua nuova raccolta di poesia: “Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare”
Vincenzo Costantino è un uomo fuori moda, un filosofo da marciapiede, libertario anarchico come la sua poesia. Viaggia tra le parole in modo eccentrico, praticando un nomadismo esistenziale che accende bagliori di liricità pura.
Il maledettismo, il ribellismo, il gusto provocatorio emanano la vitalità esuberante di un poeta che dalle incursioni nella quotidianità, anche la più deprecata, lascia emergere immagini di insolita densità espressiva.
Imprime nei versi sensorialità olfattiva, sottrae supponenza ai vocaboli logorati dall’uso, coniuga le proprie malinconie sulla vena dolente dei giorni.
Crede nella scrittura che dà vita, carne, voce, ai sussulti di inquietudine e alle ansie di infinito.
In una felice anarchia compositiva trasmette ondate di disperazione e impennate di ironia.
Emoziona perché quello che vede è quello che vede, il resto è letteratura.