Tour e video per Le Luci della Centrale Elettrica

Elogiato della stampa, premiato dalla critica (vincitore al Tenco 2008), seguitissimo dal vivo (innumerevoli spettacoli su e giù per la penisola), torna Le luci della centrale elettrica a due anni di distanza dal disco di debutto Canzoni da spiaggia deturpata.
Si ripresenta citando una frase di Leo Ferrè. Il giovane artista ferrarese Vasco Brondi, che del progetto Le luci della centrale elettrica è l’ideatore, dice a riguardo: “C’è una frase di Leo Ferrè che mi ha colpito, La disperazione è una forma superiore di critica, per ora noi la chiameremo felicità. Ecco.. il titolo – Per ora noi la chiameremo felicità – arriva da lì”.
A conferma del fatto che Le luci della centrale elettrica è un progetto in continua evoluzione, hanno suonato in questo disco Stefano Pilia dei Massimo Volume, Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours ed Enrico Gabrielli già con i Calibro 35, Vinicio Capossela e Mike Patton.
Una sorta di collettivo che dal vivo, per le imminenti date di novembre e dicembre, avrà un’altra forma. Ancora a sottolineare quanto Le luci della centrale elettrica sia un progetto sempre in divenire.
“Per ora noi la chiameremo felicità” viene anticipato oggi dal video di “Cara catastrofe”, che l’artista ferrarese presenta così: “Cara catastrofe, la prima canzone del disco, la prima canzone che ho scritto di questo album. Mi immaginavo questo rave su una chitarra acustica. Questi palazzi con qualche finestra accesa, i fari delle macchine che girano attorno ad una rotatoria e non si sa dove vanno. Le nostre lettere d’amore scritte a computer che poi ci metteremo a tremare come la California amore”.
“Oltre al video – annuncia Vasco Brondi – sul sito www.leluci.net ci sono i primi post di ‘una guerra lampo pop’,  un blog di avvicinamento al disco. Cose che ho scritto mentre scrivevo le canzoni e che scrivo adesso”.

Elogiato della stampa, premiato dalla critica (vincitore al Tenco 2008), seguitissimo dal vivo (innumerevoli spettacoli su e giù per la penisola), torna Le luci della centrale elettrica a due anni di distanza dal disco di debutto Canzoni da spiaggia deturpata.

Si ripresenta citando una frase di Leo Ferrè. Il giovane artista ferrarese Vasco Brondi, che del progetto Le luci della centrale elettrica è l’ideatore, dice a riguardo: “C’è una frase di Leo Ferrè che mi ha colpito, La disperazione è una forma superiore di critica, per ora noi la chiameremo felicità. Ecco.. il titolo – Per ora noi la chiameremo felicità – arriva da lì”.
A conferma del fatto che Le luci della centrale elettrica è un progetto in continua evoluzione, hanno suonato in questo disco Stefano Pilia dei Massimo Volume, Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours ed Enrico Gabrielli già con i Calibro 35, Vinicio Capossela e Mike Patton.
Una sorta di collettivo che dal vivo, per le imminenti date di novembre e dicembre, avrà un’altra forma. Ancora a sottolineare quanto Le luci della centrale elettrica sia un progetto sempre in divenire.
“Per ora noi la chiameremo felicità” viene anticipato oggi dal video di “Cara catastrofe”, che l’artista ferrarese presenta così: “Cara catastrofe, la prima canzone del disco, la prima canzone che ho scritto di questo album. Mi immaginavo questo rave su una chitarra acustica. Questi palazzi con qualche finestra accesa, i fari delle macchine che girano attorno ad una rotatoria e non si sa dove vanno. Le nostre lettere d’amore scritte a computer che poi ci metteremo a tremare come la California amore”.
“Oltre al video – annuncia Vasco Brondi – sul sito www.leluci.net ci sono i primi post di ‘una guerra lampo pop’,  un blog di avvicinamento al disco. Cose che ho scritto mentre scrivevo le canzoni e che scrivo adesso”.