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Le luci della centrale elettrica
Le luci della centrale elettrica è il nome del progetto artistico/musicale di Vasco Brondi, che vede la luce nel 2007 con un demo autoprodotto dal titolo omonimo e che in breve si diffonde nel circuito indie rock.
Nel maggio 2008 arriva l’album d’esordio Canzoni da spiaggia deturpata, prodotto in collaborazione con Giorgio Canali, che incontra il consenso del pubblico e il successo nelle vendite e che ha in copertina un’opera dell’illustratore Gipi. Anche la critica si accorge de Le luci, i più importanti periodici specializzati dedicano ampio spazio al disco e a tutto ciò che rappresenta nel panorama musicale italiano.Nel novembre 2008, arriva la Targa Tencoper l’opera prima; il tour che accompagna l’uscita del disco conta circa 200 date.
Il progetto “Le luci della centrale elettrica” diventa un laboratorio creativo e nel corso del tour si affiancano a Vasco Brondi alcuni dei musicisti più importanti del panorama italiano: da Enrico Gabrielli a Rodrigo D’Erasmo, da Alessandro “Asso” Stefana a Stefano Pilia. Nel 2008, oltre alla Targa Tenco, il disco si aggiudica il Premio Fimi, il premio MEI, il Premio Musica & Dischi e il Premio Fuori dal Mucchio della storica rivista di musica Il Mucchio Selvaggio.
Il 13 ottobre 2009 Vasco Brondi pubblica con Baldini Castoldi Dalai il libro Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero, che raccoglie i post del blog www.leluci.net e altro materiale.
Tra il 2007 e il 2010 Vasco apre i concerti di artisti come Afterhours, Subsonica, Blonde Redhead, Notwist, Vinicio Capossela.
È stato ospite speciale in cinque concerti diversi dello spettacolo teatrale degli Afterhours. Sempre come ospite ha partecipato alla serata “Rilettura musicata di Camere separate di Tondelli” organizzata da Susanna Tartaro di Rai Radio 3 Fahrenheit al Palazzo delle Esposizioni di Roma, allo spettacolo “Le città viste dal basso” dei Perturbazione, alla serata tributo a Fabrizio De André organizzata da Rai Radio 1.
Due suoi racconti sono stati pubblicati integralmente su Rolling Stone Italia e la canzone Per combattere l’acne viene scelta per la colonna sonora dei titoli di coda del film Fuga dal call center di Federico Rizzo.
Il 9 novembre 2010 esce il secondo album “Per ora noi la chiameremo felicità”, anticipato il 14 ottobre dal video del primo singolo estratto, Cara catastrofe. Il booklet dell’album è realizzato da Andrea Bruno.
Subito dopo inizia il tour teatrale che vede Le luci della centrale elettrica protagonista sui palchi di sei teatri di Roma, Firenze, Verona, Milano, Bari e Ferrara.
A gennaio del 2011 inizia il tour dei club che parte con quattro sold-out consecutivi.
Il disco raggiunge le 10.000 copie in due mesi, entra al 10° posto nella classifica FIMI e vari giornali, non solo quelli musicali, dedicano spazio a Brondi.[senza fonte] Alla fine del 2010 Rolling Stone Italiainserisce Canzoni da spiaggia deturpata al sesto posto tra i venticinque migliori dischi del decennio, primo tra gli italiani. Anche Rumore lo segnala tra i migliori dischi degli ultimi dieci anni collocandolo al 93esimo posto.
Nell’aprile del 2011 Lorenzo “Jovanotti” Cherubini vuole Le luci della centrale elettrica come opener del suo “Ora in Tour”, che ha preso il via sabato 16 aprile da Rimini e che porta il cantante ad esibirsi ogni sera davanti a migliaia di persone. Nello stesso periodo il regista Daniele Gaglianone chiede a Brondi una canzone da inserire nella colonna sonora e nei titoli di coda del suo nuovo film “Ruggine” che annovera tra i protagonisti Stefano Accorsi, Valeria Solarino e Valerio Mastandrea.
Nel luglio del 2011 lo scrittore e giornalista Marco Lodoli, pubblica un articolo su Il Venerdì di Repubblica nel quale paragona Vasco Brondi a Francesco De Gregori e proprio quest’ultimo vuole l’artista ferrarese con sé sul palco del Traffic Festival di Torino, dove gli concede l’onore di chiudere il concerto con una versione inedita di Viva l’Italia, arrangiata dallo stesso Vasco Brondi per l’occasione.
Il 9 novembre del 2011 viene pubblicato Cosa Volete sentire – Compilation di racconti di autori italiani a cura di Chiara Baffa, raccolta di racconti scritti da tredici cantautori della scena indipendente italiana. Tra questi anche Vasco Brondi con il racconto Vivere, dicevamo una sera in hotel (citazione di un verso di Groupies dei Baustelle). Il racconto viene poi pubblicato anche sul numero 72 di dicembre di la Repubblica XL, che dedica la copertina proprio a Brondi. Allo stesso numero del mensile viene allegato in esclusiva l’EP C’eravamo abbastanza amati.
Sito web ufficiale: http://www.leluci.net


