CINASKI: da oggi SMOKE in digitale con una cover di Vysotsky

SMOKE – PAROLE SENZA FILTRO il primo disco di VINCENZO COSTANTINO CINASKI, da oggi in tutti gli store digitali con una bonus track imperdibile, la cover de “LA CACCIA AI LUPI” di Vladimir Vysotsky

Dopo l’uscita in versione fisica dello scorso 10 novembre, viene pubblicato oggi in tutti gli store digitali (questo il link di iTunes: https://itunes.apple.com/it/album/smoke-parole-senza-filtro/id678141891) su etichetta Gibilterra, SMOKE – PAROLE SENZA FILTRO, il primo album di poesia-canzone di VINCENZO COSTANTINO CINASKI, il poeta già al fianco di Vinicio Capossela nei reading dedicati a John Fante e poi suo sparring partner nella stesura del libro uscito nel maggio 2009 e intitolato IN CLANDESTINITA’ (Feltrinelli).

Dopo aver pubblicato nel 2011 la sua prima raccolta di poesie CHI E’ SENZA PECCATO NON HA UN CAZZO DA RACCONTARE (ed. Marcos Y Marcos), e dopo averla presentata in giro per l’Italia con una serie di reading, il poeta bardo – come ama definirsi – ne ha fatta un’altra delle sue: prima dell’estate si è chiuso in studio di registrazione per qualche giorno insieme al fido FRANCESCO ARCURI (La Fonomeccanica, Vinicio Capossela) e ha coinvolto qualche amico illustre nelle registrazioni del suo primo album di poesie e canzoni.

Intitolato SMOKE – PAROLE SENZA FILTRO (un omaggio al film di Wayne Wang con Harvey Keitel) l’album è stato registrato da TAKETO GOHARA e vede tra i solchi la partecipazione di EDDA, FOLCO ORSELLI, MICHELE DI TORO, RAFFAELE KOHELER, SIMONE CRISTICCHI, VINICIO CAPOSSELA. Tra i brani, oltre alle versioni in musica di alcune poesie già popolari di Cinaski (“Le cento città”, “Niente è grande come le piccole cose”, “Il terzo uomo”, “E’ bellissimo”) anche una canzone vera e propria, intitolata “Il re del bar”, una cover illustre come “Il poeta” di Bruno Lauzi e due brevi omaggi a “Where have all the flowers gone?” di Pete Seeger e “Bird on a wire” di Leonard Cohen. Ma in questa nuova release digitale c’è anche un nuovo brano e non si tratta di un brano qualsiasi: è infatti la cover di “LA CACCIA AI LUPI”, una delle canzoni più importanti di Vladimir Vysotsky, cantata da Cinaski in una versione autorizzata e applaudita direttamente dalla moglio del grande artista russo, Marina Vlady.

“Ho scelto di registrare una versione in italiano de “La caccia ai lupi” perché considero questa canzone uno degli inni alla libertà più belli che abbia mai ascoltato – racconta Cinaski – soprattutto perché è rivolta a chi si sente stremato, a chi si sente braccato, ma si rifiuta di obbedire. E’ un invito ad andare oltre le “bandierine”, è il canto dello stupore degli uomini quando si trovano al di là dei paletti che gli sono imposti. Il brano è del 1968, un anno che ha dei forti legami con l’idea stessa di libertà, e la dice lunga su quanto Vytsovski fosse avanti in quel senso. La traduzione del brano che ho utilizzato è quella di Riccardo Venturi, bellissima, che rispetta l’anarchia dell’autore.”