ANCHE FRANCESCO BIANCONI NEL FILM “WORKERS – PRONTI A TUTTO”

Arriva oggi nelle sale cinematografiche “Workers – pronti a tutto”, il film di Lorenzo Vignolo.Una commedia con tre episodi legati da un unico collante, cioè i lavori più assurdi proposti ai poveri malcapitati di un’agenzia interinale.
Il primo parla di un ragazzo (Alessandro Tiberi) che finisce a fare il badante di un disabile insopportabile e dalle abitudini alquanto discutibili (Francesco Pannofino). Nel secondo, il protagonista è il comico Dario Bandiera, un perito agrario che si finge chirurgo pur di conquistare la ragazza dei suoi sogni: piuttosto inevitabile, dato che il suo vero lavoro consiste nel prelevare dai tori lo sperma necessario per la fecondazione artificiale delle mucche. Il terzo, infine, parla di una giovane truccatrice (Nicole Grimaudo) la cui unica possibilità di impiego sono le pompe funebri. Se già questo non è entusiasmante, lo sarà ancora meno scoprire di essere identica alla moglie defunta di un giovane disperato (Paolo Briguglia), unico erede di un potente boss mafioso in latitanza (Nino Frassica). Intorno a loro, i due titolari dell’agenzia interinale (Michelangelo Pulci e Alessandro Bianchi), custodi un po’ partecipi e un po’ beffardi di queste storie surreali.

Francesco Bianconi nei panni di attore ha accettato di partecipare con un piccolo ruolo nell’episodio “Badante”, dove interpreta un giocatore di poker, accanto a Francesco Pannofino e Alessandro Tiberi.

“Volevamo fare una radiografia del momento, però mantenendo toni leggeri, per non appesantire un tema che è già abbastanza pesante per chi lo affronta nella vita”, ha spiegato il regista Lorenzo Vignolo, presentando ieri a Roma il film in compagnia del cast. “Era da un po’ di tempo che volevamo fare una commedia sui lavori che non vuole fare nessuno” ha rivelato, e anche se l’idea originale è partita dall’episodio del badante, in cui alla fine il protagonista si riconcilia col suo assurdo impiego, “il film mostra approcci e destini diversi, c’è chi si prende la libertà di mandare a quel paese i propri datori di lavoro, e chi invece finisce per trovarne altri ancora più strani”. Il regista, che sostiene di aver fatto lui stesso lavori molto distanti dal cinema come lo scaricatore e il riempitore di distributori automatici, è dunque consapevole che“l’argomento di partenza del film è molto serio”, e anche per questo ha voluto accompagnare ciò che già c’era in sceneggiatura con “squarci di realtà”.

Il regista ligure è unito ai Baustelle da un forte legame artistico avendo diretto i videclip di Love affair, Arriva lo ye-ye, La guerra è finita, Un romantico a Milano e Le Rane.

Il trailer del film: